Mi hanno regalato un libro scritto da un teologo di quelli che non si nascondono in giri di parole e che la Chiesa spesso non tratta bene (...e invece dovrebbe farsi amare stando vicina a questi suoi uomini). Si intitola "Povertà e ricchezza attraverso la Bibbia" ed ha una bella prefazione, discreta e sofferta, di Fausto Bertinotti. In una delle prime pagine sono riportati i dati che tutti conosciamo, ma la scelta dell'autore ha un motivo: costringerci per un minuto a rileggerli, a tenerceli lì davanti. Sono i numeri riferiti ai poveri del mondo. Riporto queste righe non per intristire, spero, invece, per "sforzarci di vivere ricordando" e facendo, o almeno non facendo.
"Secondo la Banca Mondiale: 1,3 miliardi di persone vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta; 840 milioni soffrono la fame, di cui 200 milioni sono bambini. Di questi, ogni anno 13 milioni sono condannati a morire: quasi 36 mila al giorno, 1500 ogni ora, 25 ogni minuto, 1 ogni 3 secondi. Circa un miliardo e mezzo della popolazione mondiale ha una speranza di vita inferiore ai 60 anni, più di 880 milioni non hanno alcun accesso ai servizi sanitari e 2,6 miliardi mancano dell'accesso alle strutture sanitarie di base. E' incredibile che la fortuna delle tre persone più ricche del mondo sia uguale al prodotto nazionale lordo delle 48 nazioni più povere. Un miliardo e 300 milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno. E' sconvolgente sapere che nei paesi industrializzati vive l'88% degli utenti di internet, mentre due miliardi di persone non hanno l'elettricità e che il 20% della popolazione ricca , nel mondo, consuma l'86% di tutti i beni."
(don Luciano Scaccaglia,Parma,2007)
venerdì 28 dicembre 2007
domenica 23 dicembre 2007
superfesta
Feste obbligatorie
ci si comunica
a vicenda
che si è
in vacanza.
La cassiera
senza alzare
gli occhi
chiede
un Aulin
alla vicina.
Travestito
da tutto
è il niente
che avanza
(...allo stato attuale penso
che anche l'ateo si costringa a
urlare: abbasso Babbo Natale e
evviva Gesù, il Bambino)
ci si comunica
a vicenda
che si è
in vacanza.
La cassiera
senza alzare
gli occhi
chiede
un Aulin
alla vicina.
Travestito
da tutto
è il niente
che avanza
(...allo stato attuale penso
che anche l'ateo si costringa a
urlare: abbasso Babbo Natale e
evviva Gesù, il Bambino)
mercoledì 12 dicembre 2007
domenica 9 dicembre 2007
tutto noi
Quando nell'auditorium della Casa della Carità il quartetto d'archi de La Verdi di Milano intona Bach e poi un violino fa volare John Lennon, una lacrima mi si affaccia inattesa. E continua la sua lenta corsa mentre il prete dei poveri Virginio Colmegna racconta della vita di chi vivere vorrebbe. Tutto il bello, meraviglia o dramma, si tiene. Siamo noi che apriamo le mani e tutto, invece, lasciamo andare.
lunedì 26 novembre 2007
tese bandiere
E si
portava dietro
gli anni
come fossero
bandiere
nei prati
chinati
di una
sua Mongolia.
Alte e strette
in un vento
così tagliente
che non sembrava
strappare.
A segnare
chissà quali
territori d'amore
portava dietro
gli anni
come fossero
bandiere
nei prati
chinati
di una
sua Mongolia.
Alte e strette
in un vento
così tagliente
che non sembrava
strappare.
A segnare
chissà quali
territori d'amore
venerdì 23 novembre 2007
domenica 11 novembre 2007
trincee
Sono andato sull'Altipiano di Asiago. Ho camminato nel sole caldo dei Santi e dei Morti su alle trincee dello Zebio. Tra le pietre e i tronchi mi attraversavano gli scoppi di "Un anno sull'Altipiano" di Emilio Lussu. Brigata Sassari, qualche centinaio di pastori di un'isola lontana mandati a fare gli eroi a due metri da contadini austriaci (e ungheresi e bosniaci) dei quali avrebbero solo sentito le urla nella notte, l'odore, anche loro!, di cognac a fiumi prima della baionetta, visto i corpi sfigurati nella neve che si scioglieva. Sono croci piccole di legno tutte uguali,ora,in un pianoro vicino ai resti delle baracche e dei buchi-caverna-rifugio grattati con i picconi, di qua e di là. In un di qua che in poche ore diventava di là, e il contrario, all'infinito di battaglie di poveri cristi che adesso mi sembrano giganti. Assurdamente, giganti inconsapevoli, forse ma chissà, di pace, o almeno di un desiderio incommensurabile di essa, di mogli, di figli, di spietati campi e bestie in misere stalle, mentre si uccideva e si veniva uccisi.
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